Ti salvo con due centesimi !

27.04.2011 07:39

Ti salvo con due centesimi !
E’ così che il nuovo Ministro per i Beni e le Attività Culturali Giancarlo Galan esordisce sul palcoscenico culturale !
Affermando che “occupare questa poltrona” significa essere numero 1 al Mondo.

In effetti la poltrona occupata prima da Bondi il voltabandiera per eccellenza e poi da Galan è davvero la numero uno per storia nel mondo,ma per essere all’altezza della stessa bisognerebbe darsi da fare,rispettarla e portarla avanti !
Entrambi i Ministri  hanno mostrato l’esatto contrario sgretolando pian piano il podio storico/culturale italiano nel mondo permettendone una caduta vertiginosa senza appigli,una caduta abbandonata a se come la non curanza degli Scavi di Pompei,come la mancanza di fondi per nuove opere teatrali riducendo allo stremo delle forze economiche (e non solo) dipendenti e artisti delle stesse;opere di ricostruzione lasciate a metà o ancor peggio mai iniziate,appese a false speranze e finte promesse !
La sfida lanciata da Galan : salvare la Cultura con l’aumento di €0.02cent. sulla benzina non è altro che l’ennesima presa in giro alla nostra intelligenza e alla nostra dignità !
Di questo sfottò ‘culturale’ ne sono ben consapevoli i dipendenti e gli artisti del
Teatro Lirico di Cagliari.
Per capirne di più abbiamo intervistato un dipendente. (dipendente va bene ?! o meglio se mi dici proprio il ruolo esatto ?!?! fammi sapere !! )

-Come definiresti la parola Lirica ?
La lirica come qualsiasi spettacolo, al contrario di tutto il mondo produttivo,non è soggetta a innovazione se non nei mezzi. Ti porto un esempio : per suonare la nona di Beethoven occorrevano (quando è stata scritta) 100 orchestrali e 100 coristi a oggi occorrono le stesse masse artistiche che non possono essere sostituite da nessun mezzo tecnologico. Sentire il proprio artista preferito con l'ultimo ipod con qualità perfetta di suono non sarebbe uguale che andare ad ascoltarlo in un concerto,non potrebbe mai dare le stesse emozioni.
Lo stesso vale per un'opera Lirica,se la si vuole rappresentare non si può alterare la sua natura,deve essere vissuta perché molto più completa..è una storia da sentire e vedere.

-Allo status attuale cosa differenzia la cultura italiana da quella europea ?
E' un patrimonio artistico che ci invidiano tutti ! Le opere italiane come quelle tedesche e francesi vengono eseguite in tutto il mondo ma mentre Germania e Francia pur nella crisi aumentano gli investimenti per salvaguardare il loro bene e divulgarlo, il nostro governo dice che "CON LA CULTURA NON SI MANGIA" ( figuriamoci con l'ignoranza ) e pensa bene di tagliare quasi tutti i fondi per lo spettacolo. Nel 1996 con una legge di Veltroni ci fu la trasformazione degli Enti 
lirico sinfonici ( sovvenzionati da stato, regioni, comuni ) in Fondazioni Liriche ( con l'aggiunta di capitali privati ) con conduzione manageriale a diritto privato, limitandone la sovvenzione statale. Questa legge voleva imitare (nel bene) lo stile americano, e non solo, dove i teatri sono sostenuti solo da privati benefattori o magnati finanziari,ma la piccola differenza è che in quei paesi chi finanzia l'arte ha una grande detassazione e ne recupera buona parte nella dichiarazione dei redditi mentre qui in Italia avendo tralasciato questo piccolo passaggio, si è solo 
ottenuto che quasi nessun teatro ha trovato altri introiti e quei pochi che ci son riusciti ( la Scala, l'Opera di Roma, etc.) li hanno trovati per motivi politici. Oltretutto avendo dei manager dettati dalla politica (per la maggior parte mancati deputati o senatori) non sono stati controllati e hanno potuto fare e disfare a loro piacimento - molto spesso per scambio di marchette - spendendo più di quello che avevano, attingendo alle anticipazioni bancarie per promesse politiche che spesso erano false, creando dei debiti enormi .... ma tutto questo non ha niente a che fare con la cultura.

-Qual’è stata la causa scatenante delle vostre proteste,e come le avete portate avanti ?
Con l'andar dei mesi ottenemmo dei tagli alle sovvenzioni di volta in volta sempre più pesanti, fino a che l'anno scorso di ritorno dalle ferie scoprimmo che il nostro teatro non avrebbe avuto la possibilità di poter pagare gli stipendi sino alla fine dell'anno e che i conti, per anni dichiarati in pareggio dal nostro manager, non erano esattamente ne chiari ne promettenti. Scoppiò la rivolta ! Chiedemmo la testa del sovrintendente ( il manager ) e di tutti i suoi collaboratori.
All'inizio il sindaco di Cagliari, nonché nostro presidente facente parte dello stesso schieramento politico del nostro manager (pdl ), non volle sentire le nostre ragioni dichiarando che si fidava per poi cambiare rotta man mano che i problemi venivano lentamente a galla.
Abbiamo lottato, protestato e dimostrato per la città, costruito dei flash mob durante gli spettacoli per sensibilizzare il nostro pubblico, cercando di scioperare il meno possibile perché chi sarebbe stato penalizzato sarebbe stato proprio il pubblico, che invece poteva essere nostro alleato. Ora siamo riusciti a mandar via in parte chi gestiva il nostro teatro (sovrintendente , direttore artistico e direttore amministrativo) - resta ancora il consiglio di amministrazione o CDA che doveva controllare. Abbiamo un nuovo sovrintendente nonché il ripristino del F.U.S. ( fondo unico dello spettacolo ) anche se è stato fatto in un modo da incapaci come chi ci governa
( sarebbe bastata un po’ di lotta all'evasione fiscale e si sarebbero potute finanziare altre venti attività come questa) invece è stato fatto lo SCUDO FISCALE ... che pena
.
Lavorerei anche in Burundi,ma ho una famiglia e non la dividerei per niente al mondo.

Stando alle vicende burocratiche e alle promesse governative da ‘numeri uno’ la situazione sembrava risolta (almeno in parte) riportando il F.U.S. a livelli ‘decenti’ ma bloccato perentoriamente dal TAR grazie al Governo che ha pensato di aumentare il costo della benzina di
€ 0.02cent. ampliando gli assessorati di Roma e Milano rinviando speranze di rinascita a giugno e tenendo a bada i dipendenti del teatro pronti a scendere di nuovo in piazza qualora il F.U.S. non venisse normalizzato ! Ma le loro lotte,la loro costanza,l’amore per il teatro non si fermano nonostante “l’abbandono” del pubblico che depositò migliaia di firme contro i tagli alla cultura,chiedendo la restituzione della biglietteria visto che dopo un decennio hanno instaurato un rapporto privilegiato con gli utenti,che a loro volta,nonostante l’assenza e lo sconforto che si respira CONTRIBUISCONO ugualmente permettendo la realizzazione di piccoli spettacoli di ‘sopravvivenza’ di un teatro per niente conosciuto come “provinciale”.
Riprendiamoci la nostra cultura,valorizziamola,non facciamoci lobotomizzare dai mass media,dimostriamo agli scalda poltrone che i veri numeri uno siamo noi !

La cultura rende un popolo facile da guidare, ma difficile da trascinare; facile da governare, ma impossibile a ridursi in schiavitù.

Henry Brougham

 

Ringraziamo Luigi Orrù per l’intervista rilasciata (posso scrivere il suo nome ?! fammi sapere!!)

Intervista e articolo a cura di Fabio G. Redazione Punto Rosso

 

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